Damiani, Claudio

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Risorse

    • Claudio Damiani, Marco Lodoli, Poesie, a cura di Marco Lodoli, Roma, Fazi Editore, 2010

    • Claudio Damiani, Fraturno, Roma, Abete, 1987

    • Claudio Damiani, La mia casa, Caltagirone, Pegaso, 1994

    • Claudio Damiani, La miniera, Roma, Fazi, 1997

    • Claudio Damiani, Eroi, Roma, Fazi, 2000

    • Claudio Damiani, Attorno al fuoco, Cava de’ Tirreni, Avagliano, 2006

    • Claudio Damiani, Sognando Li Po, Genova, Marietti, 2008

    • Elisabetta Frazza, (classe V R, Educandato Statale agli Angeli – Verona)

Biografia

Claudio Damiani
Claudio Damiani

Claudio Damiani è un poeta italiano nato a San Giovanni Rotondo nel 1957, ma stanziatosi a Roma dalla tenera età. Fu Marco Lodoli a curare l’antologia di sue poesie (Poesie, Fazi, Premio Prata La Poesia in Italia, Premio Laurentum) pubblicata nel 2010 e comprendente testi scritti dal 1984 al 2010 rappresentativi della poetica dell’autore. Antologia che si incarica del profondo compito di avvicinare il lettore a un percorso complesso il quale non consiste tanto in una successione di poesie, quanto in una vera e propria storia che parla dell’uomo che sta dietro la figura dell’autore stesso. L’opera di Damiani stupisce: l’impressione non è tanto quella di leggere testi poetici, quanto quella di leggere l’animo, la vita, l’interiorità di un uomo. Un uomo che coraggiosamente decide di svelarsi rivelandosi in toto nelle sue poesie.

La poesia di Damiani è viva, di una vitalità a tratti devastante, perturbante, ma estremamente emozionante. È la visione dell’esistenza ad essere la peculiarità dell’opera poiché offerta dagli occhi di un uomo capace di indagare il substrato più profondo della realtà, ma presentandolo attraverso immagini di estrema semplicità: “La mia casa”, “La miniera”, “Eroi”, “Attorno al fuoco”, “Sognando Li Po”, “Il fico sulla fortezza”. È questo grande contrasto che insiste tra la purezza delle immagini, dipinte dal poeta quasi come quadri, e l’accuratezza dell’analisi di ciò che è l’intera fenomenologia dei sentimenti e delle emozioni dell’essere umano a costituire le fondamenta per l’intera struttura poetica. Damiani riesce a togliere il distacco tra il poetare e l’essere facendo percorrere all’lettore la via del suo cuore nella riflessione sui temi portanti dell’esistenza, quelle questioni universali a cui ciascun uomo nella vita è costretto ad affacciarsi: l’amore, la morte ed il dubbio assillante del “dopo”, dello sconosciuto ed al contempo dell’incomprensibile di fronte alla finitezza dell’essere umano.

Il poeta si mostra appieno nel suo legame estremamente affettivo con il luogo di origine, di cui ne vivifica i tratti e con il quale instaura un rapporto dialettico che si esprime in un flusso di emozioni, di percezioni e di sensazioni. Un uomo adulto che sembra riuscire ad opporsi all’irrigidimento che la maturazione porta come conseguenza, mantenendo la purezza tipica della fanciullezza. Altrettanto interessante è il rapporto che presenta con il figlio, fonte di nutrimento per l’eterno fanciullo che ancora vive nel poeta in quanto spunto di riflessione riguardo il suo essere adulto e dunque figura di riferimento, ma nonostante ciò incapace di dare al figlio risposte concrete sulle domande esistenziali che fervono nella mente umana sin dalla giovane età. Rapporto che richiama alla memoria quello con il proprio padre, ma che al contempo rappresenta l’immedesimazione più totalizzante che fa percepire al poeta l’infanzia del proprio figlio come copia esatta della propria. Alone di mistero misto a nostalgia è ciò che presenta invece Damiani trattando il tema dell’amore, velo che lascia il lettore solamente intravedere i tratti sfuocati di una figura femminile e di una relazione, che si presta ad una molteplicità di interpretazioni secondo ciò che è la sensibilità ed il vissuto del lettore immerso nella lettura.

Atmosfera pregnante di incanto ed al contempo disincanto derivante dalla consapevolezza di vivere in un epoca non solo incapace di indagare gli aspetti più profondi dell’esistenza, ma addirittura disinteressata, lontana, e forse per questo fonte di disagio per l’autore stesso che invece si mostra dotato di una sensibilità fuori dal comune immaginario. Ed il tutto è reso da Claudio Damiani con una scrittura incisiva, secca ma estremamente piena, condensata di significati, potente. Una lingua che parla al cuore, che accoglie in un vortice di emozioni tanto aspro quanto al tempo stesso piacevole. Un turbinio che non è altro che il moto dell’animo del poeta che finisce per travolgere come una corrente in piena l’animo del lettore trasportandolo in una realtà distante, profonda spesso inesplorata. Damiani ci da l’onore di assistere alla liberazione della propria interiorità al di fuori di ogni schema e di ogni verità data per vera, conservando una limpida voglia di riportare in versi tutto ciò, nonostante la vita riserva sorti non sempre favorevoli tantomeno sperate. Claudio Damiani ci da l’onore di accoglierci, di prenderci per mano nella condivisione di uno stesso destino, quello dell’uomo contemporaneo, dell’uomo della quotidianità, il tutto nella fiducia in quella vita che nonostante tutto è il dono più grande, più incomprensibile, a tratti più tormentante ed a tratti più piacevole, proprio come riesce a rendere l’autore attraverso lo stupore che desta con la sua poesia. Stupore che risiede nella sincera riscoperta di “sé” poeta, “sé” lettore, “sé” uomo.