Brecht, Berthold

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Biografia

Berthold Brecht
Berthold Brecht

Chi combatte rischia di perdere,
chi non combatte ha già perso.

Eugen Berthold Friedrich Brecht, drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco, nasce ad Augusta il 10 febbraio 1898 in una ricca famiglia protestante.
All’età di quindici anni inizia a scrivere i suoi primi componimenti musicali, poetici e di cronaca per il giornalino scolastico, da cui emergevano già le sue idee anticonformiste.
A causa dello scoppio della guerra del 1915 ottiene il diploma di emergenza e si iscrive all’Università di Monaco di Baviera per studiare medicina e filosofia, ma negli anni dell’Università si interessa al teatro ed è sempre più influenzato dall’Espressionismo. In questi anni scrive la poesia La leggenda del soldato morto e il suo prima dramma, Baal.
In seguito alla morte della madre nel 1920 Brecht si trasferisce a Monaco dove conosce alcuni celebri cabarettisti, che influenzeranno molto le sue opere successive.
Nel 1922 Brecht vince il Premio Kleist grazie alla sua opera Tamburi nella notte.
Si sposa con Marianne Zoff, ma il matrimonio termina con il divorzio nel 1927; i suoi rapporti con le donne non saranno mai stabili, quasi sempre turbolenti.
Nel 1924 si trasferisce a Berlino lavorando presso il Deutsches Theater come drammaturgo. Avvicinatosi al marxismo, sviluppa la sua teoria del “teatro epico”, che si avvale di una particolare tecnica di recitazione, il cosiddetto “effetto di straniamento”, che intende sollecitare negli spettatori un atteggiamento critico nei confronti dei personaggi.
Dal 1928 al 1930 scrive la commedia L’opera da tre soldi e alcuni drammi didattici, come La linea di condotta, ricca di tematiche marxiste.
Nel 1929 Brecht sposa l’attrice Helen Weigel, con la quale aveva già avuto un figlio nel 1922.
Al momento dell’avvento al potere di Adolf Hitler, Brecht si trova a Berlino ed è costretto a fuggire con la sua famiglia ed alcuni amici. Nel periodo tra il 1933 il 1941 Brecht si sposta spesso, come scrive ironicamente in una sua poesia cambia «più spesso paese delle scarpe».
Dopo aver soggiornato a Praga, Vienna e Parigi, si trasferisce in Danimarca da una amica, ma le truppe naziste arrivano anche qui. Brecht nel 1940 inizia così di nuovo a viaggiare, fino a quando non si stabilisce in California nel 1941.
Nonostante la vita dura, Brecht scrive molte opere, tra cui Vita di Galileo, Madre Coraggio e i suoi figli, La resistibile ascesa di Arturo Ui e il signor Puntilia e il suo servo Matti, ma non riesce a realizzarle per numerosi problemi tecnici.
Nel 1947, finita la guerra, comincia a programmare il suo ritorno in Europa, ma viene chiamato per essere interrogato dalla Commissione per le attività antiamericane: siamo in piena guerra fredda e la paura di spie sovietiche ossessiona gli Stati Uniti. Brecht nega qualsiasi coinvolgimento, presentandosi come un innocente scrittore antinazista, viene rilasciato e riesce così a raggiungere l’Europa nel 1948.
La prima tappa del ritorno è Zurigo, ma nel 1949, quando vede una possibilità per il suo teatro a Berlino Est, torna in Germania e fonda il teatro ‘Berliner Ensemble’, che diventa una delle più importanti compagnie teatrali in Europa. Da questo momento si dedica solo all’attività di regista e mette in scena molte sue opere teatrali.
Nel 1953 ha inizio la rivolta operaia contro il nuovo stato socialista, con scioperi e manifestazioni. Brecht scrive una lettera alle autorità, in cui critica gli scioperi e sostiene il governo, invitandolo però a fare autocritica sulle nuove norme e a ritirarle. Il governo pubblica solo la parte che è più funzionale ai suoi scopi, lasciando costernato lo scrittore.
Quando Brecht vede che quasi tutti i teatri cominciano a boicottare i suoi testi, profondamente turbato, prova ad aprire una discussione sugli errori del governo ma, sentendo anche la stanchezza dell’età, torna nuovamente a dedicarsi al teatro.
Nel 1956 viene ricoverato in ospedale per un infarto e muore il 14 agosto dello stesso anno.

Flavia Cilento, Alessia Simone, IV A (L.S. G. Peano, Roma)