Moravia, Alberto

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Risorse


  • A. Moravia, Storie della Preistoria, Non conviene amare una cicognina, letto da Angelo Di Donna.

     

     

    • Gli indifferenti, Milano, Alpes, 1929

    • Cortigiana stanca, Milano, Bompiani, 1965

    • Delitto al circolo del tennis, in «900», n. 9, settembre 1928

    • Le ambizioni sbagliate, Milano, A. Mondadori, 1935

    • L’imbroglio. Cinque romanzi brevi, Milano, Bompiani, 1937

    • I sogni del pigro. Racconti, miti e allegorie, Milano, Bompiani, 1940

    • La mascherata, Milano, Bompiani, 1941

    • Agostino, Milano, Bompiani, 1944

    • Due cortigiane, Roma, L’Acquario, 1945

    • La romana, Milano, Bompiani, 1947

    • ll conformista, Milano, Bompiani, 1951

    • ll disprezzo, Milano, Bompiani, 1954

    • La ciociara, Milano, Bompiani, 1957

    • La noia, Milano, Bompiani, 1960

    • Il paradiso, Milano, Bompiani, 1970

    • Impegno controvoglia. Saggi, articoli, interviste: trentacinque anni di scritti politici, Milano, Bompiani, 1980

    • L’inverno nucleare, Milano, Bompiani, 1986

  • Gli indifferenti a c. di M.Chilelli, N. Aloe, L. Martino, M. Spadafora, C. Barbuto, C. Spadafora 

    • Alberto Moravia, Alain Elkann, Vita di Moravia, Milano, Bompiani, 1990
    • Jader Jacobelli, Per Moravia: Press book della sua morte, Roma, Salerno, 1990
    • Alberto Moravia, Opere/1, a cura di Francesca Serra, Milano, Bompiani, 2000
    • René de Ceccatty, Alberto Moravia, Milano, Bompiani, 2010
  • Lavinia Feliziani, (classe V B, L.C. Virgilio, Roma); Noemi Aloe, Cristina Barbuto, Matteo Chilelli, Lucia Martino, Cristian Spadafora, Mattia Spadafora, (classe V C, L.S. E. Fermi, Cosenza)

Biografia

Alberto Moravia alla scrivania, Villaggio dei pescatori, Fregene 1962 foto©archivio Paolo Di Paolo
Alberto Moravia alla scrivania, Villaggio dei pescatori, Fregene 1962. Foto©archivio Paolo Di Paolo

Alberto Moravia, per l’anagrafe Alberto Pincherle, nasce il 28 novembre 1907 a Roma in via Sgambati da Carlo Pincherle, benestante ebreo veneziano, e Teresa Iginia De Marsanich, cattolica anconetana. È fratello di Adriana Pincherle, la quale diverrà nota pittrice, Elena e Gastone. Già dal 1916, alla giovane età di nove anni, Alberto si trova ad affrontare la malattia da cui si libererà solamente verso la maggiore età, la tubercolosi ossea. È proprio questa sua salute cagionevole a costringerlo ad una discontinua frequentazione scolastica, gettando le basi per appassionate letture dell’Ottocento e del primo Novecento (Dostoevskij, Joyce, Goldoni, Dante, D’Annunzio, Ariosto, Shakespeare, Rimbaud e molti altri ancora) e per un ampliamento linguistico in favore del francese, dell’inglese e del tedesco, lingue che sfrutterà per i primi componimenti poetici in giovane età. In seguito ad un soggiorno presso il sanatorio Codivilla di Cortina d’Ampezzo ed un periodo di convalescenza di due mesi in un Kurhaus a Bressanone, nel 1925 Alberto si cimenta nella scrittura de Gli indifferenti terminata nel 1928 e pubblicata l’anno seguente a sue spese dalla casa editrice Alpes di Milano, presieduta da Arnaldo Mussolini, solo dopo essere stata rifiutata dalla casa editrice romana Sapientia. Accolta con successo, l’opera illustra le vicende di una famiglia appartenente alla classe borghese sotto il fascismo evidenziando il degrado morale di un’umanità incapace di slanci ideali e rivendicando l’appartenenza alla letteratura esistenzialista (di derivazione dostoevskijana). Tornato nella sua città natale dopo la prima pubblicazione, Moravia frequenta ambienti intellettuali e conosce Corrado Alvaro, segretario di redazione della rivista «900», che ospiterà le sue novelle Cortigiana stanca e Delitto al circolo di tennis, Leo Longanesi, Emilio Cecchi e altri esponenti dei salotti della capitale. Nell’agosto 1930 viene invitato da «La Stampa», quotidiano diretto da Malaparte, in Inghilterra, dove rimane sino al 1931 accolto da prestigiosi ambienti intellettuali come quello di Bloomsbury e George Bernard Shaw. La sua permanenza nella capitale è breve in quanto in estate Moravia parte per la Cecoslovacchia ricavando da questo viaggio quattro articoli pubblicati sulla «Gazzetta del Popolo», inaugurando così una delle sue più lunghe collaborazioni. In marzo è sulle Alpi francesi per poi ripartire per Londra, Parigi e per la Normandia con il fratello Gastone. Nel momento del suo ritorno a Roma, il romanzo Gli indifferenti viene tradotto in America con il titolo di The Indifferent Ones. All’inizio del 1935 compie ulteriori viaggi in Austria, Cecoslovacchia e Germania senza però abbandonare il lavoro a Le ambizioni sbagliate, che richiederà ben sette revisioni, affrontando il tema, come nella sua prima opera, della denuncia al vizio e alla società corrotta impersonificata dalla borghesia romana. Una volta concluso il contratto per il nuovo romanzo, Moravia viaggia ulteriormente verso l’Olanda, Parigi e Capri. Alle porte del 1935 si dedica alla scrittura di alcune prose per la «Gazzetta del  Popolo», traducendo nello stesso periodo La peste di Londra di Daniel Defoe per «L’italiano». La censura da parte del regime, l’insuccesso del suo ultimo romanzo e lo scoppio della guerra d’Etiopia lo spingono a viaggiare ancora in cerca di un’atmosfera migliore, e nel dicembre 1935 arriva negli Stati Uniti invitato da Giuseppe Prezzolini alla Casa Italiana della Columbia University di New York, dove si trattiene sino all’aprile 1936, interrompendo la permanenza in marzo per un breve viaggio in Messico. Il ritorno in Italia è accompagnato da numerosi soggiorni in vari luoghi della penisola, prima a Napoli dall’amico Benedetto Croce, poi a Positano per raggiungere una donna inglese conosciuta durante i suoi numerosi soggiorni in Inghilterra, a Capri, Forte dei Marmi, Cortona e infine a Roma. In settembre Moravia consegna a Valentino Bompiani le quattro novelle che compongono il volume L’imbroglio con la speranza che esso venga pubblicato dopo il rifiuto da parte di Mondadori a causa di sospetti politici e dello scarso successo de Le ambizioni sbagliate. In questo periodo conosce Elsa Morante, sua futura compagna di vita, e si dedica a L’imbroglio, che esce a fine febbraio. Dopo un lungo viaggio in Cina e un soggiorno in Grecia, nel gennaio 1939 Moravia si stabilisce ad Anacapri con Elsa, ed inizia a lavorare a vari racconti de I sogni del pigro e de L’epidemia, prima di venire a sapere del ritiro de L’imbroglio e Le ambizioni sbagliate dalle librerie a causa del provvedimento della “Commissione per la bonifica libraria” incaricata di occuparsi dei libri di autori ebrei. Nel 1940, iniziata la seconda Guerra mondiale, Moravia si dedica assiduamente alla scrittura di sceneggiature cinematografiche e lavora al suo terzo romanzo La mascherata, tratto dal viaggio in Messico e dall’esperienza con il fascismo, romanzo che viene in un primo momento autorizzato dalla censura per poi essere sequestrato insieme con il divieto di scrivere sui giornali se non sotto pseudonimo. Nel mese di Agosto Moravia si dedica alla stesura di Agostino, definita la svolta narrativa dell’autore, che viene però condannato dalla censura fascista. In seguito alle numerose sconfitte, con la caduta del regime fascista, Moravia pubblica vari articoli fortemente critici sul fascismo e torna a Roma insieme alla compagna Elsa Morante, per poi essere costretto ad una fuga precipitosa. Nel 1944 nella Roma occupata dai nazisti escono la raccolta L’epidemia e Agostino presso la casa editrice romana Documento. Dopo la liberazione da parte degli americani, si apre per Moravia un periodo di riconoscimenti. Il 7 marzo 1946 vince Il premio del «Corriere Lombardo» intitolato “Il Premio letterario del dopoguerra” grazie ad Agostino e Due cortigiane; nello stesso periodo lavora alla stesura del nuovo romanzo La romana ed intraprende importanti frequentazioni come quella con Renato Guttuso, Carlo Levi e Giorgio Bassani, accompagnando il tutto ad un’assidua produzione giornalistica come quella de «Il Mondo», «Il corriere della sera» che ospita i ‘racconti romani’ e «Epoca» di Mondadori. Al 1950 risale anche l’unica esperienza personale di regia cinematografica con un cortometraggio dal titolo Colpa del sole per la rivista «Documento mensile». L’anno seguente esce Il conformista che però non riceve buona accoglienza dalla critica letteraria, gettando le basi per un vero e proprio esaurimento nervoso dell’autore, prodromo di un periodo di insoddisfazione che si protrarrà fino al 1953 con la pubblicazione dei Romanzi brevi, una ristampa de La romana e la terza edizione dei Racconti, il tutto accompagnato nel febbraio 1954 dalla pubblicazione dei Racconti romani, che gli faranno vincere il premio Marzotto. In novembre esce Il disprezzo, opera che riceve buona accoglienza dalla critica, e subito dopo Moravia decide di partire per gli Stati Uniti, dove a New York viene ricevuto dalla casa editrice Farrar Straus, fonte delle sue pubblicazioni in America. Nel 1956 si stringe il sodalizio tra Moravia e Pasolini grazie alla pubblicazione del poemetto Le ceneri di Gramsci su «Nuovi Argomenti», esce L’epidemia e lavora alla produzione de La ciociara che nel gennaio 1957 spedisce a Bompiani, il quale insiste perché Moravia continui con il teatro dopo la rappresentazione di Beatrice Cenci. Nel 1956 escono I Nuovi racconti romani, seguiti nel 1960 da La noia, opera che vince il Premio Viareggio, solo dopo aver ricevuto svariate critiche. In questo periodo Moravia intraprende numerosissimi viaggi accompagnato da Pier Paolo Pasolini e Dacia Maraini in Africa, America, Iugoslavia, Marocco e Cuba. Nel 1966, ritornato in Italia, Moravia afferma di aver chiuso con la narrativa per dedicarsi alla produzione teatrale che inaugura con l’atto unico L’intervista, prima di tornare a viaggiare per la Francia, la Cina e il Giappone. Nel 1970 si riapre un periodo di intensa produzione con la pubblicazione de Il paradiso, la prima delle tre raccolte di racconti narrate da voci femminili, la stesura del romanzo La vita interiore e la rappresentazione teatrale di Il dio Kurt e de Il conformista. Di nuovo, all’inizio del 1973, Moravia torna a viaggiare prima verso la Nigeria poi verso il Kenya, e intanto procede con la stesura della seconda e della terza raccolta dei racconti femminili e continua ad elaborare La vita interiore, che vedrà la pubblicazione solamente nel giugno 1978 per poi essere sequestrato dal procuratore della repubblica dell’Aquila con l’accusa di oscenità. Nel 1980 viene pubblicato il volume Impegno controvoglia, che raccoglie i saggi politico-sociali scritti tra il 1943 e il 1978, e l’anno seguente esce la seconda raccolta di scritti sull’Africa, le Lettere dal Sahara. Nell’anno 1986 Moravia sposa con rito civile la sua nuova compagna Carmen Llera e pubblica L’angelo dell’informazione e altri scritti teatrali e L’inverno nucleare a cura di Renzo Paris. Dopo un lungo periodo di impegno polito-sociale e letterario, sempre in compagnia della moglie, compie gli ultimi viaggi prima di morire a Roma nel suo appartamento di Lungotevere della Vittoria il 26 settembre 1990, lasciandosi alle spalle una vastissima produzione letteraria ed una gratificante fama.

Lavinia Feliziani, V B (L.C. Virgilio, Roma)