Ungaretti, Giuseppe

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Risorse

    • Allegria di naufragi, Firenze, Vallecchi,1919;
    • Il Porto Sepolto, La Spezia, Stamperia Apuana, 1923;
    • L’Allegria, Milano,Preda, 1931;
    • Sentimento del Tempo, Firenze,Vallecchi, 1933;
    • La guerra, I edizione italiana, Milano, 1947;
    • Il Dolore, Milano, 1947;
    • La Terra Promessa, Milano, 1950;
    • Un grido e Paesaggi, Milano, 1952;
    • Il Taccuino del Vecchio, Milano, 1960;
    • Dialogo, Milano, 1968;
    • Vita d’un uomo. Tutte le poesie, Milano, 1969.
    • II povero nella città, Milano, 1949;
    • Il Deserto e dopo, Milano, 1961;
    • http://www.isoladellapoesia.com/poesie_famose/poeta-4-ungaretti.php
    • http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-ungaretti/
    • http://www.homolaicus.com/letteratura/ungaretti.htm
    • Cristina Canzoniere V I ( L.C. Virgilio, Roma)
    • Claudia Gioacchini, Alessia Dadi, Giulia Mistretta e Alessia Ferraro, V B (L. C. Dante, Roma)
    • Chiara Gatti, V D (L. C. Stelluti, Fabriano)
    • Marta Branda, Santina Capalbo, Donatella
      De Luca, Fabio Faviere, Vincenzo
      Gazzaneo, Enrico Genovese, Francesco
      Genovese, Alessia Guaragna, Carmen
      Lacco, Martina Macer i , Caterina
      Mandarano, Stella Perrone, Giuseppe
      Policastro, Martina Saporito, V A (L.C. Aldo Moro, Praia a Mare)
    • Milena Ascani, Sara Casaccia, Michela Laureti, Valentina Volpe (classe V CS, I.I.S. Savoia Benincasa, Ancona)
    • Anita Baldieri, Emma Gargiulo, Marta Mazzacchera, Chiara Mazzuchelli, Elena Maria Zandri (classe V BS, I.I.S. Savoia Benincasa, Ancona)
    • Benedetta Bruni, Giulia Frozzi, Giulia Melchionda, Caterina Sabbatini (V AS, I.I.S. Savoia Benincasa, Ancona)

Biografia

Giuseppe Ungaretti
Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce l’8 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto, dove i genitori lucchesi emigrati, di umili origini, gestivano un forno; il padre muore due anni dopo la sua nascita,vittima di un infortunio mentre lavorava come operaio agli scavi per il canale di Suez.

Fino al 1905 frequenta in Egitto l’Ecole Suisse ‘Jacot ‘dove inizia ad impegnarsi nello studio della letteratura, dedicandosi alla lettura dei maggiori scrittori moderni e contemporanei come Leopardi, Baudelaire e Nietzsche; ad Alessandria, grazie agli amici Thuile, Ungaretti conosce i grandi maestri del Simbolismo e del Decadentismo, i grandi scrittori di quegli anni.

La sua permanenza in Egitto, al limitare del deserto, sarà una dimensione che Ungaretti rievocherà come qualcosa che lo ha messo a contatto con una dimensione diversa rispetto a quella tipica del paesaggio italiano. Ritroviamo un riferimento esplicito al paesaggio desertico dell’Egitto in una raccolta di prose che Ungaretti chiamerà Il deserto e dopo, come se tutto ciò che viene dopo l’esperienza in Egitto fosse condizionata da questa immagine.
Nell’autunno del 1912 lascia l’Egitto per trasferirsi a Parigi, dove si iscrive alla facoltà di Lettere della Sorbona, ma soprattutto dove ha modo di approfondire la conoscenza della poesia simbolista soprattutto di Mallarmé, che eserciterà su Ungaretti una fondamentale influenza. Oltre a questo, l’amicizia con Apollinaire e con Paul Valéry, produce una svolta nella sua poesia. Nel 1914 prende contatto con i principali esponenti del gruppo futurista fiorentino, tra cui Soffici, grazie ai quali l’anno successivo pubblica le sue prime poesie su «Lacerba», poesie che hanno cadenze discorsive cronachistiche.

Nel 1914 si trasferisce in Italia, a Milano, dove, arruolatosi volontario come soldato semplice di fanteria, partecipa alla Prima guerra mondiale combattendo sul fronte del Carso. Da questa esperienza nascono le liriche pubblicate a Udine, alla fine del 1916, con il titolo Il Porto Sepolto (prima fase), i cui versi appaiono in Allegria di naufragi (seconda fase), entrambe raccolte nel volume L’Allegria (terza fase), opera suddivisa in cinque sezioni (Ultime, Porto Sepolto, Naufragi, Girovago, Prime). Nella prima fase, le liriche assumono un andamento che elimina ogni componente descrittiva attraverso la riduzione della sintassi e della parola e la decostruzione della metrica tradizionale. Il poeta elimina gli aggettivi superflui, sostituisce le similitudini con le analogie, privilegia frasi brevi e la verticalizzazione della sintassi. Le singole liriche, proposte come una successione di fogli di diario, miravano a fissare l‘istante in cui si manifesta il mistero della vita, dove il tempo è visto come un’entità discontinua. I temi dell’opera rendono evidente la componente autobiografica, dove i singoli eventi segnano un’esperienza in cui l’uomo incontra la verità, il senso della vita.

Al termine del conflitto, Giuseppe Ungaretti visse a Parigi per un anno, come corrispondente del giornale fondato da Benito Mussolini, «Il popolo d’Italia». Nello stesso periodo, l’amico Apollinaire muore il 9 novembre 1918 e Ungaretti si impegna nella rielaborazione poetica dell’esperienza bellica, pubblicando cosi La guerre. Questo periodo difficile trova, tuttavia, un risvolto positivo nel matrimonio nel 1920 con Jeanne Dupoix.

Nel 1921, il poeta si trasferisce a Roma, città che lo colpisce per le sue architetture; contemporaneamente erano nati i due figli, Ninon e Antonietto. Attivo sul versante giornalistico, collabora con i più prestigiosi periodici italiani, oltre ad essere redattore di «Commerce» e «Mesures», riviste di punta della cultura europea. Nel 1933 esce la raccolta Sentimento del Tempo e poi Il Quaderno di traduzioni; la prima evidenzia un cambiamento nella poetica di Ungaretti. In essa, possiamo assistere ad un tentativo di recupero della fede, intesa come un’ancora di salvezza per l’uomo tormentato; il poeta mette in secondo piano i temi autobiografici e si dedica alle riflessioni di tipo esistenziale. Dopo la guerra, il poeta sente inoltre il bisogno di recuperare la metrica tradizionale. A differenza de L’Allegria, qui Ungaretti evidenzia un ulteriore modo di vedere il tempo, il quale è sentito come durata, come causa del mutare di tutte le cose. Lo scenario in cui si collocano queste liriche è la città di Roma: quest’ultima, per il poeta, è il luogo della memoria, lo strumento che permette di cogliere il tempo come durata. Nel 1936 è chiamato a ricoprire la cattedra di letteratura italiana presso l’università di San Paolo in Brasile, fino al 1942.

Qui lo colpirono due gravi lutti familiari: la morte del fratello Costantino e quella del figlio Antonietto, scomparso all’età di dieci anni. Nel 1942 anche il Brasile è in guerra e il poeta torna in Italia. Le sofferenze e molti altri drammi causati dal conflitto di cui è protagonista donano al poeta nuovi strumenti espressivi. Dalle due perdite nasce la prima raccolta poetica del dopoguerra, Il Dolore, a cui faranno seguito Un grido di paesaggi e Il taccuino del vecchio. Il dolore, pubblicato nel 1947, è una raccolta che si fa voce del tormento personale e collettivo, dove viene evidenziato il tema del dolore universale, dove si condensa il motivo dell’assenza per morte. Infatti la poesia non rappresenta il momento della morte, ma tende a sottolineare lo stato d’animo dovuto all’assenza, facendo dominare così il rimpianto di una perdita.

Nel 1964 il poeta, ormai riconosciuto e onorato, accetta di andare alla Columbia University dove tiene un ciclo di incontri. Nel 1970 fu colto da malore e, rientrato in Italia, morì a Milano, il 2 giugno.

 

Cristina Canzoniere V I ( L.C. Virgilio, Roma)