Levi, Primo

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Risorse

    • Se questo è un uomo, Torino, De Silva, 1947; Torino, Einaudi, 1958.
    • La tregua, Torino, Einaudi, 1963.
    • Storie naturali, come Damiano Malabaila e dal 1979 con il proprio nome, Torino, Einaudi, 1966.
    • Se questo è un uomo, versione drammatica di e con Pieralberto Marche, Torino, Einaudi, 1966.
    • Prefazione a Léon Poliakov, Auschwitz, Roma, Veutro, 1968.
    • Vizio di forma, Torino, Einaudi, 1971.
    • Prefazione a Joel Kònig, Sfuggito alle reti del nazismo, Milano, Mursia, 1973.
    • Presentazione di Edith Bruck, Due stanze vuote, Padova, Marsilio, 1974.
    • Il sistema periodico, Torino, Einaudi, 1975.
    • L’osteria di Brema, Milano, All’insegna del pesce d’oro, 1975; poi in Ad ora incerta.
    • Prefazione a Jacob Presser, La notte dei girondini, Milano, Adelphi, 1976.
    • La chiave a stella, Torino, Einaudi, 1978.
    • Prefazione a Luciano Caglioti, I due volti della chimica, Milano, Edizioni scientifiche e tecniche Mondadori, 1979.
    • Traduzione di Mary Douglas, I simboli naturali. Esplorazioni in cosmologia, Torino, Einaudi, 1979.
    • La ricerca delle radici. Antologia personale, Torino, Einaudi, 1981; con uno scritto di Italo Calvino e di Marco Belpoliti, 1997.
    • Lilit e altri racconti, Torino, Einaudi, 1981.
    • Se non ora, quando?, Torino, Einaudi, 1982.
    • Il processo di Franz Kafka nella traduzione di Primo Levi, Collana Scrittori tradotti da scrittori, Torino, 1983.
    • Traduzione di Claude Levi-Strauss, Lo sguardo da lontano, Torino, Einaudi, 1984.
    • Ad ora incerta, Milano, Garzanti, 1984.
    • Dialogo, con Tullio Regge, Milano, Edizioni di Comunità, 1984.
    • Prefazione a Hermann Langbein, Uomini ad Auschwitz. Storia del più famigerato campo di sterminio, Milano, Mursia, 1984.
    • L‘altrui mestiere, Torino, Einaudi, 1985.
    • Prefazione a Rudolf HoB, Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico, Torino, Einaudi, 1985.
    • I sommersi e i salvati, Torino, Einaudi, 1986.
    • L’ultimo Natale di guerra, Milano, Il triangolo rosso, 1986.
    • Primo Levi per l’ANED, l’ANED per Primo Levi, Milano, Franco Angeli, 1997.
    • Conversazioni e interviste 1963-1987, Torino, Einaudi, 1997.
    • Le parole di un uomo. Incontro con Primo Levi, di Milvia Spadi, Roma, Di Renzo, 1997.
    • L’asimmetria e la vita. Articoli e saggi 1955-1987, Torino, Einaudi, 2002.
    • Tutti i racconti, Torino, Einaudi, 2005.
    • Il fabbricante di specchi. Racconti e saggi, Torino, La Stampa, 2007.
    • Ranocchi sulla luna e altri animali. A cura di Ernesto Ferrero, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2014.
    • Così fu Auschwitz. Testimonianze 1945-1986. Con Leonardo De Benedetti, a cura di Domenico Scarpa, Collana SuperET, Torino, Einaudi, 2015.
    • Primo Levi: una memoria ebraica del Novecento di Sophie Nezri-Dufor, Firenze, La Giuntina edizioni.
    • Primo Levi, Se questo è un uomo, prefazione, Torino, Einaudi,1958.
    • Voce “Primo Levi” in Enciclopedia Treccani.
    • Centro internazionale di studi Primo Levi
    • C. Bologna-P. Rocchi, Rosa fresca aulentissima, Torino, Loescher, 2011, vol. 7.
    • S. Guglielmino, Guida al Novecento, Milano, Principato, 1971.
    • Livia Silvestri, V I (L.C. Virgilio, Roma)
    • Marica Gentili, V E (L.C. Stelluti, Fabriano)
    • Francesca Verderosa, V G (Liceo Rinaldini, Ancona)
    • Dionisia Naddeo, V F (L.C. Giulio Cesare, Roma)
    • Federica Movarelli, III D (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2016/2017)
    • Alessandra Leoni, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Alessandro Calidoni, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Arianna Fiorilli, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Francesca Biscu, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Costanza Fusco, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Costanza Pannone, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Ekber Chaouachi, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Isabella Quinto, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Kamiar Alihaij, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Margherita Papi, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Marta Anselmi, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Jadel Pellegrini, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Elisa Pierfranceschi, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Raffaele Tepedino, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Elisa Terranera, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    • Tullia Gentile, III N (L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017/2018)
    •  Jacopo Sampaolesi (classe III BT, L. C. Rinaldini, Ancona, a.s. 2016-2017)
    • Nina Cafaro (classe III N, L.C. Virgilio, Roma, a.s. 2017-2018)

Biografia

Primo Levi
Primo Levi

“Vecchio io? In assoluto, sì: lo dicono all’anagrafe, la presbiopia, le chiome grige, i figli ormai adulti. Proprio la settimana scorsa, per la prima volta, mi hanno ceduto il posto in tram, e mi ha fatto un effetto singolare. Soggettivamente, di regola non mi sento vecchio. Non ho perso la curiosità per il mondo intorno a me, né l’interesse per il mio prossimo, né il gusto di competere, di giocare e di risolvere problemi.

La natura mi piace ancora, mi dà gioia percepirla attraverso i cinque sensi, studiarla, descriverla in parole pronunciate o scritte. Organi, membra, memoria e fantasia mi servono ancora bene. Tuttavia, sono acutamente consapevole del suono grave di questa parola che ho appena scritto qui due volte, “ancora”. “

Così affermò Primo Michele Levi (Torino,31 Luglio 1919-Torino, 11 Aprile 1987) in un’intervista del 1982.

In queste poche righe sono evocate le passioni che caratterizzarono la vita dell’ autore in questione: l’interesse per la scienza (si laureò in chimica nell’estate del 1941) e l’amore per la scrittura a partire dagli anni ’40, quando iniziò a dedicarsi ad alcuni esperimenti letterari pubblicati negli anni a seguire.

Vittima delle leggi razziali (1938) perché figlio di due ebrei, a causa dei problemi economici e della malattia del padre (con il quale ebbe un rapporto ostile,essendosi prostrato al fascismo) fu costretto a trovarsi immediatamente un impiego e dopo aver lavorato per un breve periodo in una amiantiferìa a Balangero, nel 1942 si trasferì a Milano.

Qui venne a contatto con l’ambiente partigiano e si iscrisse al Partito d’Azione clandestino; in seguito, nel Settembre 1943, partecipò a una missione in Valle d’Aosta (questa esperienza sarà oggetto di due saggi).

Catturato dalla milizia fascista venne deportato prima nel campo di Fossoli (Carpi) e successivamente,nel Febbraio 1944, nel campo di sterminio di Auschwitz III(Polonia) dove resistette fino al 27 Gennaio del 1945, giorno della liberazione da parte delle truppe sovietiche.

Frutto di questa terrificante esperienza fu il suo primo grande successo letterario, Se questo è un uomo (1947),nella cui prefazione dichiarò: “Se non di fatto,come intenzione e concezione il libro è nato già fin dai primi giorni di Lager. Il bisogno di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi, aveva assunto tra noi, prìma della liberazione e dopo, il carattere di un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari; il libro è stato scritto per soddisfare a questo bisogno; in primo luogo quindi a scopo di liberazione interiore”.

Il racconto, pubblicato per la prima volta nel 1947 da De Silvia, poi riproposto nel 1956 da Einaudi e tradotto all’estero a partire dal 1959, è uno dei piu cospicui esempi della letteratura europea sulla realtà dei campi di sterminio. Con tono drammatico ma distaccato, senza una successione logica ma per ordine d’urgenza, Levi raccoglie i fatti, i ricordi e le emozioni provate durante la prigionia.

Come emerge dalle sue stesse parole il libro non è un capo di accusa ma piuttosto una fonte documentaria, da cui

attingere per “uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano” , per riflettere sulla dignità dell’uomo in quanto tale.

Dopo la stesura di quest’opera Levi mise da parte il mondo della letteratura per dedicarsi alla carriera di chimico, assumendo la direzione della ditta Siva.

Grazie al successo del primo romanzo, nel 1962 iniziò a scrivere un racconto sul ritorno da Aushwitz, La tregua (1963), grazie al quale vinse diversi premi letterari.

A partire dal 1975, anno della pensione, decise di dedicarsi totalmente alla scrittura; pubblicò dei racconti autobiografici e fantastici (raccolti in Il sistema periodico,1975), una riflessione sul lavoro dello scrittore e quello dell’operaio specializzato (La chiave a stella,1978), ma anche scritti apparentemente fantascientifici come Storie Naturali (l966) e Vizio di forma (l971); infine tornò al tema delle persecuzioni razziali con Lilit e altri racconti (1981), Se non ora,quando? (1982) e un ultimo libro denso di riflessioni, I sommersi e i salvati (l986).

Negli ultimi anni della propria vita pubblicò anche due libri di poesie (L’osteria di Brema, l975 e Ad ora ìncerta,1984), una traduzione di Kafka e diversi articoli giornalisti nati dalla collaborazione con il quotidiano La Stampa.

Dai vari scritti emerge uno stile asciutto,realistìco,descrìttivo,sintetico e esauriente, che ben dimostra il bisogno di colpire il lettore trasmettendogli immagini e sentimenti.

Nell’Aprile 1987 venne trovato morto ai piedi delle scale del suo appartamento di Torino; resta ancora valida l’ipotesi di un suicidio.

Fu postuma la pubblicazione dell’edizione complessiva delle Opere.

 

Livia Silvestri, 5°I (L.C. Virgilio, Roma)