Piccolo, Lucio

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Biografia

Lucio Piccolo di Calanovella (Palermo, 27 ottobre 1901 – Capo d’Orlando, 26 maggio 1969) è stato un poeta italiano, che visse quasi sempre appartato, fra Palermo e la sua casa di Capo d’Orlando, alieno da ogni forma di mondanità. Di famiglia aristocratica, era figlio del barone Giuseppe Piccolo e di Donna Teresa Tasca Filangeri di Cutò.

 

Certamente la presenza assidua della madre, donna colta e intelligente, contribuì a 

stimolare il suo entusiasmo per gli studi classici. Completò i suoi studi umanistici, leggendo anche scrittori più vicini alla sua spiritualità. 
La sua formazione intellettuale e poetica maturò anche ad opera del fratello Casimiro che coltivava interessi artistici, esoterici, letterari. 

 

Fin da ragazzo fu molto vicino al cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con il quale condivideva interessi umani e culturali ed ebbe modo di visitare Parigi e Londra negli anni Venti.

Da giovane intrattenne un’’intensa corrispondenza con il poeta irlandese Yeats, premio Nobel nel 1923.
Dopo aver trascorso la gioventù a Palermo, si trasferì a Capo d’Orlando, con la madre e i fratelli, nella tenuta di campagna, per evitare l’eco dello scandalo dell’abbandono da parte del padre, fuggito a Sanremo con una ballerina.

Fu scoperto per caso da Eugenio Montale, al quale Lucio Piccolo aveva inviato alcune sue poesie, senza affrancare la lettera per dimenticanza. Questo piccolo incidente suscitò la curiosità di Montale per questo “giovane poeta”, come egli stesso lo definì nell’intervista rilasciata al giornalista della RAI Vanni Ronsisvalle per uno speciale dedicato a Lucio Piccolo.

Fu presentato dallo stesso Montale al convegno di S. Pellegrino nel 1956.

Ha esordito come poeta con Canti barocchi e altre liriche, cui è seguito nel 1960 Gioco a nascondere e nel 1967 Plumelia.

Lucio, dopo il successo, continuò a vivere nella sua villa, che divenne un centro di cultura e d’incontri con poeti, scrittori, letterati, artisti, giornalisti. Nel 1956 ottenne un riconoscimento al Premio Chianciano. La sua fama negli anni Sessanta era ormai ben consolidata.

Oltre che di poesia, Lucio Piccolo si interessò, come il fratello Casimiro, di esoterismo e di spiritismo. Parlava speditamente varie lingue, e si può considerare, per molti versi, un autodidatta. Musicologo, pittore, compositore (ci rimane un suo Magnificat incompiuto), coltivò nella vita moltissimi interessi, inclusi l’astronomia, la filosofia, le scienze matematiche.

Di Lucio Piccolo ci rimangono molte lettere scritte tra il 1914 e il 1919, tutte indirizzate al padre e contenenti precise istruzioni per l’acquisto di determinati libri dei suoi autori preferiti. Tali sono il poeta e drammaturgo belga Maeterlinck, simbolista ed esoterista; o ancora Swinburne, singolare poeta inglese, eccessivo e fastoso. Per continuare con il raffinatissimo e tormentato Oscar Wilde e il poeta francese Semain, autore di liriche di ispirazione simbolista. Lucio è anche un grande ammiratore del poeta francese Mallarmè, promotore del Simbolismo.

Alla morte di Lucio, suo fratello Casimiro Piccolo e sua sorella Agata Giovanna decidono di istituire a Villa Piccolo (Capo d’Orlando) la Fondazione “Famiglia Piccolo di Calanovella”, al fine di salvaguardare il grande patrimonio culturale e poetico lasciato.

Nel novembre del 2013, è stata divulgata una sua poesia inedita del periodo giovanile, intitolata A Casimiro Piccolo, dedicata proprio al fratello e fino ad ora mai pubblicata.