Cavalli, Patrizia

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Biografia

Patrizia Cavalli
Patrizia Cavalli

Patrizia Cavalli, poetessa italiana, nasce a Todi (Perugia) nel 1947 e vive a Roma. Si è distinta fin dagli anni Settanta per una poesia molto legata all’ esperienza personale, a partire dal primo volume di versi Le mie poesie non cambieranno il mondo (1974), dedicato a Elsa Morante. Infatti è proprio la scrittrice romana, che Patrizia ha occasione di conoscere durante gli studi di filosofia, a scoprire in lei la vocazione per la poesia. Seguono altre raccolte di successo: Il cielo (1981), Poesie 1974-1992 (1992), L’io singolare proprio mio (1992), Sempre aperto teatro (1999) con cui vince il Premio Letterario Viareggio-Repaci, e Pigre divinità e pigra sorte (2006), vincitore del Premio Dessì. L’ultima raccolta è Datura (2013). Alcuni suoi testi sono apparsi in varie riviste, tra cui «Paragone», «Linea d’ombra», «Nuovi Argomenti», «Marka» e «Leggere». Nel volume Narratori delle riserve, curato da G. Celati, compare il suo racconto Ritratto.

Oltre all’attività poetica, si dedica a traduzioni per il Teatro. Per l’editore Einaudi ha tradotto Anfitrione di Molière, Otello e Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Insieme alla cantautrice jazz Chiara Civello ha scritto il brano E se, contenuto nell’album Al posto del mondo, dell’artista romana.

Patrizia Cavalli è un’ autrice lodevolmente parca, alcuni dei risultati migliori sono infatti dovuti alla sua notevole capacità di ottenere una brevitas epigrammatica. Caratterizzato da spavalderia, arguzia formale, umorismo e naturalezza, lo stile risulta musicale e a tratti ironico. Le misure metriche che utilizza sono classiche, ma il lessico e la sintassi sono quelle della lingua contemporanea. La scelta del lessico rispecchia un’idea di cultura che rifiuta le distinzioni e le gerarchie di livello alto e basso, umile e sublime, elevato e quotidiano. Tutto è accolto nella lingua con pari dignità. Infatti nella sua poesia sono quasi assenti poeticismi e manierismi, ed è possibile individuare un’attitudine prosastica e un gusto per il recitativo. Nel complesso la sua lirica, limpida e diretta, rivela spesso intensa drammaticità. Infatti, l’apparente leggerezza e frivolezza dei suoi versi inganna. La Cavalli è dotata di un intelletto altamente percettivo e raziocinante e la sua poesia implica un incessante esame dei sentimenti personali e interpersonali. Per questo è definita un’autrice “narcisistica”; il suo esibire la propria autobiografia (non importa se immaginaria) dà vita ad una poesia di cronache erotiche e mondane passioni, capricci e piaceri. È una poesia di investigazione che aspira a diventare una scienza esatta dell’imponderabile. Essa restituisce i movimenti dell’anima e del corpo, svelando la fisica delle passioni in una condizione irrisolta tra scontentezza e stanchezza profonde. Nelle raccolte di Patrizia Cavalli riecheggia la poetica di Sandro Penna. Le somiglianze riguardano soprattutto il pensiero. Li accomuna il fastidio per la letteratura e la poesia in quanto istituzione, l’indifferenza per le ideologie e il culto snobistico, spavaldo e aristocratico per la felicità, la salute e tutto ciò da cui materialmente dipendiamo.

Cecilia Miglio, V B (L.C. Virgilio, Roma)