Malerba, Luigi

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Luigi Malerba
Luigi Malerba

 

Risorse

    • Luigi Malerba, scheda di presentazione, a c. di AAVV, Classe III F (quinto anno) del Liceo classico “G. D.
      Romagnosi” (Parma)
    • La scoperta dell’alfabeto, Milano, Bompiani, 1963.
    • Il serpente, Milano, Bompiani, 1966.
    • Salto mortale, Milano, Bompiani, 1968.
    • Millemosche senza cavallo, con Tonino Guerra, Milano, Bompiani, 1969.
    • Millemosche mercenario, con Tonino Guerra, Milano, Bompiani, 1969.
    • Millemosche fuoco e fiamme, con Tonino Guerra, Milano, Bompiani, 1970.
    • Millemosche innamorato, con Tonino Guerra, Milano, Bompiani, 1971.
    • Storie dell’anno Mille, Milano, Bompiani, 1972.
    • Il protagonista, Milano, Bompiani, 1973.
    • Millemosche e il leone, con Tonino Guerra, Milano, Bompiani, 1973.
    • Millemosche e la fine del mondo, con Tonino Guerra, Milano, Bompiani, 1973.
    • Come il cane diventò amico dell’uomo, Torino, Einaudi, 1973.
    • Millemosche alla ventura, con Tonino Guerra, Milano, Bompiani, 1974.
    • Le rose imperiali, Milano, Bompiani, 1974.
    • Mozziconi, Torino, Einaudi, 1975.
    • Storie dell’anno Mille, Milano, Bompiani, 1977.
    • Storiette, Torino, Einaudi, 1977.
    • Le parole abbandonate. Un repertorio dialettale emiliano, Milano, Bompiani, 1977.
    • Pinocchio con gli stivali, Roma, Cooperativa Scrittori, 1977.
    • Il pataffio, Milano, Bompiani, 1978.
    • C’era una volta la città di Luni, Teramo, Lisciani & Zampetti,
    • Dopo il pescecane, Milano, Bompiani, 1979.
    • La storia e la gloria, Torino, Stampatori, 1979.
    • Le galline pensierose, Torino, Einaudi, 1980.
    • Diario di un sognatore, Torino, Einaudi, 1981.
    • Nuove storie dell’anno Mille, con Tonino Guerra, Milano, Bompiani, 1981.
    • Storiette tascabili, Torino, Einaudi, 1984.
    • Cina Cina, Lecce, Manni, 1985.
    • Il pianeta azzurro, Milano, Garzanti, 1986.
    • Testa d’argento, Milano, Mondadori, 1988.
    • I cani di Gerusalemme, con Fabio Carpi, Roma-Napoli, Theoria, 1988.
    • Il fuoco greco, Milano, Mondadori, 1990
    • Le pietre volanti, Milano, Rizzoli, 1992.
    • Il viaggiatore sedentario, Milano, Rizzoli, 1993.
    • Il cavaliere e la sua ombra, Teramo, Giunti&Lisciani, 1993.
    • Le maschere, Milano, Mondadori, 1995.
    • Che vergogna scrivere, Milano, Mondadori, 1996.
    • Itaca per sempre, Milano, Mondadori, 1997.
    • Le interviste impossibili, Lecce, Manni, 1997.
    • Avventure, Bologna, Il Mulino, 1997.
    • La superficie di Eliane, Milano, Mondadori, 1999.
    • Città e dintorni, Milano, Mondadori, 2001.
    • Il circolo di Granada, Milano, Mondadori, 2002.
    • La composizione del sogno, Torino, Einaudi, 2002.
    • Ti saluto filosofia, Milano, Mondadori, 2004.
    • Le lettere di Ottavia, Milano, Archinto, 2004.
    • Fantasmi romani, Milano, Mondadori, 2006.
    • Parole al vento, Lecce, Manni, 2008.
    • Il sogno di Epicuro, Lecce, Manni, 2008.
    • Diario delle delusioni, Milano, Mondadori, 2009.
    • Raccomandata espresso, Roma, Edizioni dell’Elefante, 2009.
    • Ai poeti non si spara, Lecce, Manni, 2012.
    • Profili, Milano,Archinto, 2012.
    • I neologissimi, Napoli, Edizioni dell’Oplepo, 2013.
    • Consigli inutili. Seguiti da biografie immaginarie, Macerata, Quodlibet, 2014.
    • Mauri, Malerba, Firenze, La Nuova Italia, 1977
    • Rosanna Greci-Silvia Schiavenza, Dal Ventennio alla Repubblica: il Liceo Gian Domenico Romagnosi modello di scuola classica, Parma, Diàbasis,2015
    • L. Malerba, Romanzi e racconti, a cura di G. Ronchini, con saggio introduttivo di W. Pedullà, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2016
    • Classe III F (quinto anno) del Liceo classico “G. D. Romagnosi” (Parma)
    • Isotta Folloni, classe V F (L.C. “G.D. Romagnosi”, Parma)

Biografia

Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi, nasce l’11 novembre 1927 a Berceto (centro dell’Appennino parmense) da Pietro Bonardi, proprietario terriero, e Maria Olari.

Nel 1933 inizia il percorso scolastico alle scuole elementari a Parma; durante l’anno scolastico risiede in città, ma per le vacanze estive torna a Berceto, e qui viene a contatto con il mondo dei contadini della zona, con il loro dialetto e la loro mentalità: esperienze che riverserà da adulto in alcune sue opere letterarie.

Nel 1938 si iscrive al Ginnasio-Liceo Classico “G. D. Romagnosi” di Parma, dove inizia a coltivare la vocazione alla scrittura; infatti nel 1942 fonda il giornale di classe «L’Eco della B» con alcuni compagni, tra cui ci sono alcune future importanti firme del giornalismo come Luca Goldoni, Baldassarre Molossi, Giorgio Torelli.

Dopo il diploma, nel 1946, Malerba si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma, ma intanto si appassiona al cinema: nel 1949 scrive per la rivista romana di critica «Cinema», e nel frattempo fonda e dirige a Parma la rivista «Sequenze, quaderni del cinema». Nel 1951 si trasferisce a Roma, dove frequenta l’ambiente degli intellettuali (Curzio Malaparte, Ennio Flaiano, e Tonino Guerra, solo per citarne alcuni) e inizia anche l’esperienza di sceneggiatore e regista cinematografico, attività che affiancherà per tutta la vita a quella di scrittore e giornalista.

Malerba esordisce come scrittore nel 1956, pubblicando sulla rivista «Cinema Nuovo» un romanzo epistolare a puntate, Le lettere di Ottavia. L’autore rappresenta una delle tante ragazze che in quegli anni si trasferiscono dalla provincia a Roma, per inseguire il sogno di diventare attrici, attraverso le lettere piene di entusiasmo e illusioni che la ragazza scrive al fidanzato rimasto ad aspettarla a casa. Il romanzo sarà pubblicato in volume unico nel 2004.

Nel 1963 esce La scoperta dell’alfabeto, raccolta di racconti ambientati negli anni della Seconda guerra mondiale tra i contadini della valle del Taro, nell’Appennino parmense, dove l’autore aveva trascorso la gioventù.

Nell’ottobre del 1963 Malerba partecipa agli incontri del Gruppo 63 e aderisce alla Neoavanguardia letteraria. La portata innovativa dello sperimentalismo malerbiano nei contenuti e nelle strutture narrative si rivela pienamente nel 1966 con Il serpente. In questo romanzo, apparentemente realistico, Malerba distrugge il realismo e rompe il patto narrativo tra narratore e lettore, poiché al termine dichiara che tutta la vicenda narrata è una finzione: dunque il romanzo, con gioco metaletterario, autodichiara di essere un romanzo.

L’attenzione per la parola e le sue potenzialità, come creatrice d’inganno ma non solo, è un tema ricorrente nella produzione di Malerba. Infatti, nel 1977 pubblica sulla rivista «Caffè» i primi di una lunga serie di Neologissimi, nuovi lemmi creati unendo due o più vocaboli. Segue un’opera dal titolo Le parole abbandonate. Un repertorio dialettale emiliano: un elenco di termini dialettali 

attraverso cui l’autore ricostruisce, e cerca di salvare dalla dispersione, i tratti fondamentali del mondo contadino dell’Appennino parmense.

Malerba ama giocare con la parola e “smascherarla”: essa non è un mezzo per descrivere la realtà, ma per crearne un’altra non meno vera. Un esempio è nel romanzo Il pataffio (1978), un pastiche letterario di dialetto padano e laziale e di latino maccheronico; in un passo dall’umorismo surreale sono descritti i contadini di un paese in preda alla carestia che si saziano “masticando” i nomi di succulente pietanze: la parola crea la realtà.

Insieme ad altri intellettuali e scrittori Malerba fonda nel 1973 la Cooperativa Scrittori, una casa editrice alternativa ai grandi marchi, la cui prima pubblicazione è la Relazione della Commissione parlamentare antimafia, completa dell’indice dei nomi dei politici implicati con la criminalità organizzata.

L’idea di creare canali alternativi, anche per dare spazio a scrittori sconosciuti, tornerà ancora nel 1981 con la fondazione, insieme all’amico Walter Pedullà, della rivista «Il cavallo di Troia».

Sempre negli anni ’70 Malerba inizia a scrivere per il «Corriere della Sera», collaborazione che manterrà per circa dieci anni, per poi passare a «La Repubblica». Dalle colonne dei giornali lo scrittore conduce una lotta contro la speculazione edilizia che deturpa il paesaggio, da Orvieto ad altri luoghi in tutta Italia, coinvolgendo spesso altri intellettuali. Altro contributo di Malerba giornalista sono i resoconti dei suoi viaggi in giro per il mondo, insieme alla moglie Anna Lapenna, poi riuniti in due libri, Il viaggiatore sedentario e Città e dintorni.

Malerba collabora anche con la Rai, realizzando nel 1975 per Radio Rai, nella rubrica Le interviste impossibili, un’intervista all’imperatore Eliogabalo. Un’esperienza simile si ripete nel 1981 con un’intervista a Machiavelli, nell’ambito del programma a puntate A grande richiesta.

Nel 1980 la Repubblica Popolare Cinese invita a visitare il proprio Paese alcuni scrittori, fra cui Luigi Malerba, che pubblica il resoconto del viaggio sul «Corriere della Sera». Malerba torna in Cina nel 1989 ed è testimone in prima persona a Pechino della rivolta di piazza Tienanmen, di cui scrive per «La Repubblica».

Malerba pubblica anche diversi testi di narrativa per ragazzi, a partire dalla saga di Millemosche (scritta in collaborazione con Tonino Guerra a partire dal 1969), e poi Pinocchio con gli stivali e Storiette (nel 1977) e Le galline pensierose (1980), solo per citarne alcuni.

Luigi Malerba muore nel 2008.

Isotta Folloni, classe V F (L.C. “G.D. Romagnosi”, Parma)